Locali di ministero pastorale della parrocchia

di S. Maria Assunta

Nella prima lettera ai Corinzi al capitolo 12, San Paolo descrive la vera natura della Chiesa: un insieme di uomini unici, ma uniti nella comunione con Cristo. Tutto nasce dalla Pasqua.
La croce della passione di Cristo è la sala parto della comunità cristiana: il sangue e le urla di dolore sono annuncio della vita nuova. L’impianto compositivo dell’oratorio di S. Maria Assunta a Reggiolo segue il paradigma pasquale e paolino: la croce latina è il segno che unisce i nuovi spazi parrocchiali. Un tratto d’ombra, visto dall’alto, una porzione d’azzurro quando lo sguardo è rivolto al cielo. E’ il desiderio di compiuta rinascita della comunità in seguito al dramma del sisma.
Nella croce si incontrano pienamente tipo e simbolo e la rivelazione di questo tema nell’edificio è stato una costanza per l’architettura sacra della tradizione occidentale. Il progetto intende manifestarsi non casualmente come la naturale prosecuzione di questo percorso.

I nuovi locali di ministero pastorale si inseriscono nel tracciato del centro storico di Reggiolo.

Il percorso che penetra il lotto gotico è un evento noto nel contesto e, una volta oltrepassata la spessa cortina degli edifici su via Matteotti, rivela il primo spazio di sosta. L’attraversamento della soglia conduce allo spazio delle relazioni pubbliche: è la corte degli incontri, in diretta relazione con il bar di palazzo Razzini e il volume di distribuzione. Solo chi è desideroso di spingersi oltre raggiunge il cortile rialzato, ristoro per il corpo all’ombra degli alberi e per lo spirito nella preghiera attorno alla statua della Madre della Misericordia. Come la Vergine sotto la croce, l’effigie si trova in una posizione discreta: dall’angolo del giardino veglia sul complesso, raddoppiando la statua presente nella chiesa.

“La terra custodisce e trasmette attraverso misure”.

E’ vero per i campi coltivati e per il paesaggio urbano padano, segnato dalla centuriazione. Lo è sempre stato per l’architettura, in Italia in particolare, nella misurazione e nel ridisegno del classico. Il nuovo complesso parrocchiale si pone in questo solco. Quattro blocchi stereometrici si alzano dal suolo rispettando gli assi ortogonali della croce. I prospetti appartengono alla terra e il mattone a vista lo denuncia. I pilastri bianchi corrono a tutta altezza con un ritmo preciso, ordinato. E’ la monotonia della Liturgia delle Ore, del Santo Rosario. “Quanto più una cosa è monotona, tanto più è simile alla verità”.

Il primo volume, a pianta quadrata, è l’elemento d’ingresso al salone parrocchiale e della distribuzione alle aule. E’ la seconda soglia, il quadriportico che anticipa l’ingresso alla chiesa. Il tema è tradotto rovesciando la concezione spaziale: il percorso distributivo a tutt’altezza abbraccia il volume dei servizi, come il portico con la corte. Attraversando un passaggio vetrato si entra in uno dei due edifici gemelli, che al piano terra ospita il salone per gli eventi della comunità, in diretta comunicazione con il parco e il campo sportivo. Salendo al secondo piano si raggiungono le aule. Il progetto si sviluppa, in sezione, come quello di un convento, con le celle ai piani più alti; sistema portato a compimento nella casa canonica.
Nel terzo blocco il piano terra è lo spazio dei colloqui più riservati. Il volume è dominato dalla grande scala. Quattro rampe portano prima a due aule e agli alloggi per gli ospiti, poi alla casa canonica. La luce dà forma allo spazio: i quattro grandi lucernari permettono ai fasci luminosi e all’ombra di scandire il ritmo verso il silenzio.
Nella casa canonica ogni abitante ha la sua cella, come nelle Certose. E’ lo spazio della vita fraterna, ma anche del ritiro e del raccoglimento, spazio vivo nel piccolo orto personale che necessita fatica e cura.

 

  • LOCATION: Italia, Reggiolo (RE)
  • STATUS: 4° classificato con menzione
  • ANNO: 2017
  • CATEGORIA: Edific Sacri, Spazi Religiosi
  • Archh. N. Montini, S. Dal Prato, L. Ghetti, L. Agresti, L. Galassi

PROGETTI DELLA STESSA TIPOLOGIA